Piazza Affari. I gestori: può dare un altro 10%

CorrierEconomia - pag. 14 15-mar-2010

La resurrezione dopo una caduta rovinosa. L'espressione può sembrare enfatica se applicata alla performance di Piazza Affari negli ultimi 12 mesi. Eppure è giustificata dai numeri. Tra i minimi del 9 marzo 2009, quando l'indice Ftse Mib delle grandi capitalizzazioni italiane toccò i 12.621 punti, e la quota di 22.565 registrata venerdì scorso, c'è in mezzo un rialzo del 78%. Quasi una resurrezione appunto. E interpellati sulle prospettive dei prossimi mesi i money manager di casa nostra si dicono convinti che a fine anno l'indice potrebbe chiudere a livelli più elevati anche del 10-15% rispetto a oggi. (...)

"Le ragioni che hanno guidato la grande corsa seguita ai minimi di marzo 2009 sono molteplici e alcune ancora in atto. Andiamo da un sostanziale superamento dei rischi di una drastica restrizione del credito bancario, alla ricostituzione dei portafogli azionari da parte degli investitori, fino alle decisioni politiche di contenimento dei costi adottati dalle aziende", spiega Carlo De Vanna, gestore azionario specializzato su Piazza Affari in Ersel Sgr.

"Poichè il mercato è ancora molto scarico di equity ci potrà essere un'ulteriore risalita, anche se l'indice probabilmente tenderà a muoversi all'interno di una forchetta compresa fra 20.700 punti e 23.500, il massimo di quest'anno", conclude. (...)

C'è in generale un certo scetticismo sulle possibilità di ripresa del comparto finanziario. "Sul settore bancario, che pesa moltissimo sull'indice di Piazza Affari, al punto di determinare un andamento peggiore del listino rispetto alla media delle borse europee, siamo sostanzialmente neutrali", dice De Vanna. I gestori di Ersel mostrano una preferenza per le banche maggiori, "più sensibili all'evoluzione del ciclo economico internazionale", rispetto a banche più concentrate sull'attività di credito tradizionale e sui ricavi da margine di interesse. (...)