La rimonta del private banking

BancaFinanza - pag. 37 1-nov-2010

Buone notizie sul fronte del private banking italiano. La ricchezza private è arrivata a 896 miliardi di euro, quota mai raggiunto prima, con una crescita del 3,2% sul 2009, dovuto soprattutto allo scudo fiscale e alle performance positive.

I dati, contenuti nella annuale ricerca di Aipb (Associazione italiana private banking) e Prometeia, confermano il recupero dei livelli di prima della crisi.

Di questi temi si è discusso al VI Forum del Private Banking, l'appuntamento annuale di Aipb, che ha visto la partecipazione di un folto pubblico di addetti ai lavori e al quale hanno portato il loro contributo, tra gli altri Federico Taddei, presidente della commissione marketing e comunicazione di Aipb e responsabile marketing Ersel. (...)

Tema chiave del forum è stato quello della consulenza e della sua centralità nel private banking. Spiega Taddei: "Con l'introduzione della Mifid dal 2007 le strutture di private hanno investito ingenti risorse finanziarie, organizzative e di carattere formativo.

Il Private Banking ha creduto sin da subito in un nuovo servizio di consulenza finanziaria, perché lo richiede la normativa, perché il cliente ne sente la necessità e perché l'industria ne ha bisogno. Il modello di servizio adottato dalle strutture private, basato sulla figura del private banker come persona che si relazione direttamente con l'investitore, non solo ha permesso di definire il profilo di rischio in maniere efficace, ma anche di segmentare la clientela secondo specifiche esigenze, offrendo soluzioni di investimento personalizzate. (...) La proposta del private in questo contesto è in evoluzione, le strutture completeranno i loro investimenti per organizzare il servizio di consulenza finanziaria verso la fine del 2011. (...)

Ci si potrà differenziare sia come operatori, strutturando un servizio per un particolare segmento di clientela, oppure si potrà integrare all'interno del sistema di offerta più livelli di servizio differenziando i contenuti del servizio, il sistema di pricing e la clientela target.

La sfida del settore sarà quella di dare valore e sostanza a un servizio che vada incontro alle esigenze post crisi, che sia in linea con i trend normativi e si dimostri in grado di farsi apprezzare dal cliente finale, disposto a pagare per avere un consulente in grado di saper gestire il rischio del suo portafoglio" ha concluso Taddei. "Attualmente le ricerche dimostrano che questi presupposti ci sono: circa l'84% delle famiglie private è disposto ad acquistare un servizio di consulenza di primo livello, mentre il 69% è disposto ad acquistare un servizio di consulenza evoluto". (...)