Giubergia, il primo ingegnere della finanza

MF - pag.8 4-ago-2010

Renzo Giubergia, che da ieri non è più tra noi, resterà un mito e un esempio fulgido per il mercato finanziario italiano.

La sua correttezza, la sua lucidità di analisi, la sua prontezza nel cogliere le novità (...), la capacità di distinguere fra i vantaggi e gli svantaggi di una banca che lo hanno spinto a non compiere mai il passo di trasformazione in istituto di credito, la capacità di far sentire tranquilli i clienti che gli avevano affidato i patrimoni da gestire (7 miliardi), trovano una sintesi nella credibilità che ha accompagnato il suo cognome fin da quando suo padre Giuseppe, nel 1936, fuse lo studio di agenti di cambio a Torino con quello ancor più storico dei Treves.

Dopo 10 anni i Giubergia acquistarono anche le azioni dei Treves, ma conservarono il nome dei gestori dei maggiori patrimoni torinesi a cominciare da quelli delle famiglie ebraiche. (...)

Renzo Giubergia personalmente è stato l'arbitro e il conciliatore oltre che il consigliere delle maggiori operazioni finanziarie italiane (...)

Ma il capolavoro di Giubergia era stata la joint venture con Siegmund Warburg, il grande banchiere ebreo tedesco emigrato a Londra prima che Adolf Hitler lo potesse bloccare. Warburg è stata per anni la più prestigiosa banca d'affari del mondo e con Giubergia aveva creato il primo broker di borsa italiano, appunto Giubergia Warburg. (...)

Anche se con problemi di cuore, Giubergia, che può essere considerato il Warren Buffett italiano, dopo gli 80 non ha mai mollato: tutte le mattine in ufficio accanto al figlio Guido, saldamente al timone della Ersel. E quando a Torino non sapevano come risolvere i conflitti all'interno della grande Fondazione Sanpaolo, l'istituzione più importante dopo la Fiat, a chi hanno chiesto aiuto se non all'ingegner Giubergia, il vero capostipite degli ingegneri nella finanza italiana? Ma nessuno è stato finora bravo come lui.

 

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