Addio di Piazza Affari a Giubergia

Il Sole 24 ORE - pag. 34 4-ago-2010

La scomparsa del fondatore di Ersel

Un uomo d'altri tempi per quella sua umanità, la profonda correttezza e il primato che aveva sempre riservato alla morale nello spietato mondo della finanza. Ma anche un uomo di questo tempo, perché delle trasformazioni che stavano avvenendo sui mercati finanziari internazionali fu uno degli interpreti più attenti e in Italia fu probabilmente il primo. Con Renzo Giubergia se ne va un pezzo di storia della Borsa italiana, perché questo torinese dal carattere schivo e riservato, come era nella miglior tradizione sabauda, è stato il pioniere dei grandi cambiamenti avvenuti dopo glia Anni 80.

Era nato ad Alpignano, un comune alle porte della Val di Susa il 14 settembre 1925. Figlio di un agente di cambio, sembra volersi allontanare dalla tradizione di famiglia e studia ingegneria al Politecnico di Torino. Uomo di molteplici interessi, vince addirittura la medaglia d'oro ai campionati mondiali di sciabola del 1948. Ma terminata l'università inizia a lavorare nello studio del padre che diventerà il punto di riferimento del mondo industriale e della grande borghesia torinese dopo la fusione, nel 1965, con la "ditta" dello zio, l'agente di cambio Umberto Treves, e con quella di Camillo De Benedetti.

Negli anni 80, la piazza finanziaria di Torino aveva perso l'antica importanza e da tempo era a Milano il cuore pulsante degli affari. Nel capoluogo lombardo Giubergia si trasferisce aprendo uno studio in via Santa Maria Segreta al 7, pochi passi dalla Borsa.

Ma a Piazza Affari, nel tumulto delle "grida" assaltate da stuoli urlanti di agenti di cambio e dei loro procuratori, Giubergia non si fece mai vedere. Non che snobbasse quel mondo. Solo che ne aveva compreso la sostanziale marginalità. All'intermediazione dei titoli, destinata negli anni successivi a diventare un lavoro più adatto alle macchine, Giubergia aveva preferito la gestione dei patrimoni: il private banking e l'asset management come si diceva a Londra e a New York. (...)

Mentre gran parte degli agenti di cambio nemmeno immaginava i cambiamenti che di lì a poco avrebbero scosso il mercato italiano, nel 1984 Giubergia fonda la prima società italiana di gestione, la Ersel, dedicata ai fondi comuni e alla gestione dei grandi patrimoni.

Nel 1990, appena varata la legge sulle Sim, Giubergia ne fonda una del tutto originale: non un'associazione di agenti di cambio e nemmeno una società con una banca italiana, ma una joint venture con Warburg che al tempo era una delle maggiori e più innovative banche d'investimento internazionali. "Per 10 anni è stato il mio maestro", ricorda Paolo Basilico che di Giubergia Warburg fu amministratore delegato.

 

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