E sullo scudo è già guerra di cifre

MF - pag.3 16-dic-2009

Lo scudo-ter ha chiuso ieri i battenti con una raccolta che, grazie al rush degli ultimi giorni, ha fatto l'en plein, ben oltre le attese del Ministro dell'Economia. Sul mercato circolano le stime che vanno da un minimo di 90-94 miliardi ai 110-115 miliardi. Anche se la seconda cifra appare più probabile, come conferma il sondaggio settimanale condotto da MF-Milano Finanza tra le principali private bank. "Mi aspetto una raccolta più vicina ai 110 miliardi che ai 90, ma finché tutti gli intermediari non avranno effettuato il pagamento dell'imposta (entro il 18) non si avrà un dato definitivo", dice Guido Giubergia, amministratore delegato di Ersel che ha raccolto circa 600 milioni grazie al rimpatrio.

Un quadro più preciso della situazione si avrà solo tra qualche giorno, perché si sta verificando, come già accaduto nelle due precedenti edizioni dello scudo, un intasamento dell'ultima ora non solo per la corsa dei ritardatari ma anche per le oggettive difficoltà tecniche delle operazioni. Come testimoniato da Giubergia, il flusso dei candidati allo scudo è continuato ieri copioso. A complicare la fetta dei rimpatri giuridici, il cui valore è più difficile da stimare rispetto alla raccolta di denaro e titoli. Così è difficile trarre un confine tra chi è riuscito a scudare all'ultimo minuto e chi invece è rimasto fuori in attesa della riapertura dei termini che dovrebbe consentire il rimpatrio fino a marzo-aprile 2010.

Quanti finora non hanno fatto in tempo a presentare la dichiarazione e a pagare l'imposta ora non possono più fare nulla a parte attendere la riapertura dei termini, peraltro gravata da un'aliquota del 6%. Sul piano tecnico si tratterà, secondo gli operatori, di una riapertura dei termini e non di una proroga, perché questo consentirà l'innalzamento dell'aliquota. (...) All'avvicinarsi della scadenza, le private bank hanno dovuto concentrarsi soprattutto sui casi più complessi, come immobili e partecipazioni articolate. Di qui la necessità di una proroga. Prosegue Giubergia "Se ci fosse una riapertura dei termini mi auguro che venga fatta con un'aliquota più alta e lasciando un certo intervallo temporale rispetto al 15 dicembre. Per esempio a partire da gennaio per creare una discontinuità". (...)