L'importante è diversificare

La Stampa - pag. 31 21-ott-2008

"So che è difficile, eppure questo è il momento della freddezza”.

“ Oggi ci sarebbero grandi opportunità per chi avesse il coraggio di comprare, magari puntando su titoli azionari eccessivamente penalizzati rispetto al loro valore effettivo. Il problema è che poi occorre "dimenticarsi" dell'investimento per almeno 3 o 5 anni". Parola del torinese Guido Giubergia, amministratore delegato di Ersel, da sempre considerata una delle boutiques della finanza subalpina, una delle aziende capaci di interpretare meglio i momenti difficili e di tenere sempre il timone lontano da tempeste e rischi eccessivi . (...) La SGR subalpina è l'unica ad essere ancora controllata dai fondatori e risulta anche, tra gli operatori italiani, una delle poche realtà che volutamente non dispone di una rete di vendita esterna ma che preferisce affidarsi a professionisti interni. (...)

D. Che temperatura segna il termometro dei vostri "Paperoni"?

R. Il clima è quello dello sconforto generale, naturalmente. L'arma vincente in questo caso non ce l'ha nessuno. Noi continuiamo a privilegiare il rapporto personale col cliente consigliando, laddove il profilo personale, patrimoniale e l'attitudine al rischio dell'investitore lo consentono, investimenti azionari di realtà penalizzate molto al di sopra dei loro valori reali. L'ideale sarebbe quello di utilizzare una parte del patrimonio per le esigenze di liquidità, dimenticandosi gli investimenti azionari, evitando di andare a controllare ogni giorno l'andamento dei titoli. Solo che anche tra imprenditori attrezzati culturalmente ed economicamente, non è facile fare questo discorso.

D. Colpa anche dei famigerati "fondi hedge"? Il Financial Times ha scritto di recente che il Ministro Tremonti avrebbe intenzione di cancellare dal sistema italiano questi strumenti.

R. "Sarebbe un errore grossolano perché si tratta di fondo che hanno svolto e svolgono un ruolo essenziale dal punto di vista dell'arbitraggio, del calmieramento dei prezzi. Purtroppo i fondi hedge risultano piuttosto sofisticati, sono conosciuti poco e male. E dire che, almeno quelli scelti da noi, anche nell'ultimo periodo non hanno avuto un andamento drammatico ..."

D. Qual è la lezione che il mondo private trae da questa crisi?

R. Direi che le attuali turbolenze hanno ribadito con forza l'importanza della diversificazione degli investimenti e ci hanno mostrato come la prudenza non sia mai troppa . (...) In ogni caso come gruppo siamo sereni in quanto ci occupiamo soltanto di gestione, affrontiamo i rischi di mercato, non quelli dell'impresa..."
 

 

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