I gestori sulla cresta dell'onda

CorrierEconomia - pag. 13 14-giu-2004

In sei anni l'indice Comit è salito del 12,4% ma solo grazie ai dividendi. Vincono le small cap. Il primato è di Fondersel PMI: più 52,2%

Sei anni di passione in Piazza Affari. Ma, alla fine, il cerchio si è chiuso con l'indice quasi invariato. Tra crisi russa (1998), euforia tecnologica (1999-2000), depressione (2001-2002), resurrezione (2003) e bonaccia (2204), la Borsa italiana prima è salita alle stelle, poi è tornata giù. Al punto di prima.

Un nulla di fatto che mette però in risalto il buon lavoro di 27 gestori e che, se la storia dovesse ripetersi, potrebbe rappresentare un punto di partenza per nuovi rialzi. La storia, ricca di colpi di scena, è raccontata nel grafico dell'indice Comit globale. Partito nell'agosto del 1998 a 1.300 punti conclude la gara il 27 maggio 2004, poco più in alto. Con una performance minima, pari al 12,41%, dovuta essenzialmente al reinvestimento dei dividendi. Eppure tra i money manager di casa c'è chi è riuscito a fare molto meglio. Chi avesse individuato per tempo i campioni, oggi è felice e remunerato: 26% è la performance media dei 27 vincitori.

Lo sprinter migliore è Fondersel PMI, che chiude i sei anni con un +52,27%, vale a dire 40 punti più in alto dell'indice. Potenza delle piccole imprese, piatto forte del fondo. (...)

Cominciamo allora da Marco Nascimbene, che con Francesco Agnés e Riccardo Cavallero, guida Fondersel Pmi, il primo in classifica. "Selezioniamo piccole e medie società con visibilità sui risultati e buon cash flow", dice. Oggi le scelte di punta del portafoglio riguardano i media e, selettivamente, i finanziari. I titoli preferiti? L'Espresso, Lottomatica ed Hera. Sul fronte delle blue chip, che hanno fatto la fortuna di Fondersel Italia, l'altro prodotto della scuderia Ersel che si piazza molto bene nella gara, il team vota invece per i telefonici e, in particolare, per Tim.