Giubergia: "Ma io guardo ai numeri e scelgo l'equity".

Borsa & Finanza - 24 maggio 2003, pag. 9 23-mag-2003

L'amministratore di Ersel resta ottimista: "Crescita moderata, ma il peggio è passato"

"Stavolta, scusate, ma io sono ottimista". Guido Giubergia, amministratore delegato di Ersel, 5mila clienti privati, poco meno di 6 miliardi di patrimoni gestiti, non è certo tipo che ami sbilanciarsi in una direzione. Eppure stavolta, proprio mentre si moltiplicano gli sos sul terrorismo, le epidemie e, ultima (ma non meno grave), la deflazione, Giubergia non si accoda al coro di chi suggerisce di metterci in trincea.

Scusi, ma è una bella sorpresa. Perché questa scelta? Perché mi sembra che, nelle ultime settimane, si ecceda in pessimismo. Non solo. Mai come stavolta ho visto una divaricazione netta tra analisti, gestori, economisti da una parte e protagonisti dell'economia dall'altra. (...) Tutti gli analisti, almeno in Europa, tendono a vedere nero. Invece, se esamino i sondaggi tra gli imprenditori, come quello effettuato nell'ultimo convegno della Confindustria, la risposta è opposta. La stragrande maggioranza degli industriali vede la ripresa in arrivo. (...)

 

Deflazione, terrorismo. Sembra difficile esagerare. O no? Il terrorismo è ormai un fattore endemico, quasi fisiologico, purtroppo. E i mercati si sono rassegnati a conviverci. L'effetto deflazione può colpire la Germania, l'unico Paese a rischio. ma non credo che gli Usa corrano un rischio del genere. (...)

Non mancano le buone occasioni sul fronte dell'equity, quindi. In quali settori? Per prima cosa mi vengono in mente le utility. E' più ancora le telecom. Si tratta di società che operano con un alto livello di indebitamento. ma anche con buona capacità di generare cassa, che hanno tutto da guadagnare dal calo dei tassi. E poi ci sono le banche. (...) Perché, come insegna l'esperienza, esiste una notevole vischiosità sulla trasmissione del calo dei tassi. Non è difficile prevedere che i tassi attivi scenderanno dopo quelli passivi.